In molti casi ha sostituito il classico amaro:
viene offerto al ristorante, si beve in casa. Anche nei mesi più
freddi.
Storia e segreti del limoncello Per imparare a scegliere i prodotti
migliori ma anche per prepararlo da soli Sette milioni di litri all'anno.
Un fiume di limoncello ha invaso l'italia. La moda di bere un bicchierino
di "limone" dopo cena è iniziata ormai un paio d'anni
fa. Ma non accenna a esaurirsi. Anzi. Rispetto al 1996 la produzione
è cresciuta ancora del 25 per cento. E mentre tutti gli altri
superalcolici calano (meno otto per cento all'anno il whisky, meno sette
per cento gli amari, solo le grappe rimangono stazionarie), il limoncello
cresce. Il motivo? E dissetante, fresco, va bene d'estate ma anche nei
mesi freddi; e poi il livello alcolico è abbastanza contenuto
(non supera mai la soglia di 36°). Insomma, il limoncello rispecchia
le attuali tendenze dei consumi alimentari che privilegiano bevande
e cibi leggeri, immediati, freschi. Piace ai più giovani, che
amano i prodotti più semplici. E inoltre, il liquore di limone
ispira un senso di sicurezza: evoca, come per esempio il nocino, la
vecchia produzione domestica.
Dove nasce Le zone di origine del limoncello sono la costiera amalfitana
e la penisola salentina, ma non mancano luoghi di produzione in Sicilia,
in Sardegna e in alcune regioni settentrionali dove si trovano alcune
case distillatrici. Alle piccole aziende si sono poi affiancate le più
affermate case di liquori.
Il prossimo passo potrebbe essere la conquista dei mercati esteri: il
limoncello infatti potrebbe avere la stessa fortuna che, fuori d'Italia,
hanno avuto per esempio Amaretto e Bitter.
Il segreto di un buon limoncello (che corrisponde al casalingo rosolio
mediterraneo) parte dalla qualità della materia prima, dal rapporto
percentuale alcol-limone e dall'impiego unicamente della parte gialla
della buccia (con esclusione quindi dello strato bianco, più
propriamente detto "albedo").
Come sceglierlo Al momento dell'acquisto bisogna controllare gli ingredienti
che, sostanzialmente, devono essere infuso di bucce di limoni, alcol
e zucchero. Inoltre il prodotto andrebbe consumato entro l'anno, perché
in seguito perde la fragranza fruttata. Va controllata quindi la data
di confezionamento e scelto quindi il limoncello più giovane.
I limoni giusti Per scegliere il limoncello giusto, bisognerebbe anche
controllare la provenienza dei limoni. I più pregiati, quelli
da privilegiare. si trovano nella costiera amalfitana e nella penisola
salentina. Si tratta del limone sfusato amalfitano, allungato, dotato
di buccia spessa, e del massese o "femminiello" sorrentino
che ha forma più tondeggiante. Entrambi hanno buccia ricca di
oli essenziali che conferiscono aroma ampio e gusto pieno al liquore.
Fabiano Guatteri
Si
può fare anche in casa.
La produzione del liquore di limoni si divide in cinque fasi. Eccole,
con una piccola avvertenza: visto che si usa essenzialmente la buccia,
meglio usare limoni "biologici", quelli non trattati con elementi
chimici:
1) Appena raccolti i limoni sono lavati e spazzolati in acqua corrente.
Dopo la pulizia viene tolto lo strato colorato delle bucce: si elimina
quello bianco. Per la preparazione del limoncello si utilizzano circa
500 grammi di bucce per litro d'alcol.
2) Le bucce vengono lasciate in infusione nell'alcol per 40 giorni.
3) Si prepara uno sciroppo di acqua e zucchero calcolando un chilogrammo
di zucchero e un litro d'acqua per ogni litro d'alcol.
4) L'infuso e lo sciroppo freddo vengono miscelati e lasciati riposare
per 24 ore.
5) Dopo la miscelazione il liquore viene filtrato per eliminare le bucce
ed eventuali altri residui solidi. Il limoncello è pronto.
|